Skip to main content

Nei panni del lettore


 Vorrei rispondere ad alcune riflessioni che Annapaola Paparo ha fatto nel suo interessante ultimo articolo, ‘Come Diventare Famosi’ (https://scribacchiniinfuga.wordpress.com/2016/06/20/come-diventare-famosi/#more-697)
Sono perfettamente d’accordo con l’analisi di Annapaola per quanto riguarda i casi di Amanda Hocking, J.K. Rowling e E.L. James ma non per la Ferrante. Pensate davvero che sia una sconosciuta o uno sconosciuto? A me sembra proprio il classico esempio di una raffinata strategia di marketing ideata a puntino dalla casa editrice. Altrimenti, se così non fosse, chi pubblicherebbe mai una sconosciuta e per lo più anonima? Ma forse mi sbaglio, non ho mai lavorato in publishing e non ho nessun contatto nel ramo.
Io non so cosa vogliano i lettori quando aprono le prime pagine di un libro o girano la schermata del kindle, ma so cosa cerco io quando sfoglio un libro. Voglio che le parole siano come perle che scorrono sul marmo, e ogni tanto una salta e rimbalza. Sono quelle le parole che arrivano come frecce nei tuoi spazi più reconditi. Non cerco necessariamente una storia che mi tenga in sospeso, ho letto libri in cui accadeva poco o niente ma dove anche i fatti più comuni avevano un tono da rivelazione. Quando leggo un libro che secondo me ha tutte le qualità che cerco lo capisco subito perché sento che è scritto con sincerità, e lo scrittore, donna o uomo che sia, cerca a tutti i costi la verità, la sua verità, qualunque essa sia. Non c’è niente di più bello che avvolgersi tra le frasi di quei libri, ne esci inebriato, ti sembra di avere trovato un amico, ti sembra di parlare a te stesso, ti sembra che qualcuno finalmente ti abbia capito. E allora esci da casa felice e contento come se andassi ad incontrare qualcuno a cui vuoi veramente bene. Il libro entra nella tua testa e anche quando dimentichi la storia e le parole, l’essenza del libro rimane dentro di te. Quando quest’anno è morto Imre Kertész ho pianto di rabbia perché non avrei mai più potuto leggere un suo nuovo libro, e perché mi sembrava di conoscerlo nonostante le nostre vite fossero così lontane nel tempo e nello spazio. E ogni volta che uno scrittore mi lascia e se ne va mi sembra che un amico mi abbia lasciato. Forse sono troppo viscerale ma sto dicendo la verità. Il primo libro in cui mi sono tuffata dentro da bambina è stato ‘Alice nel Paese delle Meraviglie’ poi è arrivata Anna Frank. Mi sono innamorata di entrambe, per me l’una era come la continuazione dell’altra, in un modo strano: entrambe bambine, entrambe curiose di esplorare la vita, entrambe finite in trappola, ma una esce fuori dall’incantesimo e l’altra rimane intrappolata e non si salva più. Forze macabre e odiose, più di quelle contro cui deve lottare Alice, si impossessano di lei. Quanti libri meravigliosi avrebbe potuto scrivere se soltanto avesse resistito per altri due mesi. Due mesi ancora e Anna sarebbe stata liberata e l’incubo atroce in cui si trovava sarebbe finito. Purtroppo Alice non venne a salvarla con le sue pozioni magiche, come avrei voluto io. Ma di pozioni magiche la letteratura ne ha tantissime. E ritornando all’argomento dell’articolo, penso di avere trovato la risposta. Mi è arrivata così, all’improvviso, come succede sempre quando si scrive si aprono le dighe dell’immaginazione. Quello che i lettori vogliono da un libro è proprio questo, è una bella, unica e invincibile pozione magica. Ce l’hai?


Comments

Popular posts from this blog

SEI SICURO CHE SAI DA DOVE VIENI?

Non so se vi sia mai venuto in mente di farvi il profilo del vostro DNA, se è nella lista delle cose da fare prima di non so quale compleanno o se non ve lo sognate neanche. Io s ì. Era una di quelle cose che avevo in mente da anni, e allettata da un’offerta speciale, finalmente, ho preso la palla al balzo, ed eccomi qui, sbalordita, sorpresa e stupefatta! Ovviamente   l’unica cosa su cui non avevo nessun dubbio era di appartenere alla variegata tribù europea. Se dal mio DNA fosse risultato il contrario, che i miei antenati venivano, chess ò ,   dal Giappone o dalla Cina mi sarei sorpresa parecchio. Ma mettendo da parte, come assurda, questa eventualità, i risultati non sono stati meno sorprendenti. Prima comincerò con   l’illustrarvi le mie aspettative. In parole povere, erano queste: Europa meridionale e bacino Mediterraneo, chilometro più chilometro meno. Sono siciliana, e pensavo che il posto in cui il mio DNA fosse più diffuso era la ...

ASTRID AND THOR ARE BACK

PART TWO   Astrid wasn’t working anymore. Work was a thing of the past; from 2066 the global workforce had been reduced to 2%. All factories − magicians hats, as they were now called − grew underground hidden by lawns and meadows, buried under hills, so that we could count daisies and look at clovers. Thor and Astrid were relaxing after a night picnic of fruit based meals and drinks for a total calories vitamins ratio of 1/100: a vitamin intake sufficient for the next seven days. Astrid was studying ‘history in the final year of capitalism and the collapse of the last empire’. She yawned thinking how oppressive work must have been, and tried to picture herself getting out of bed every morning even when it was raining but she really couldn’t.  How lucky she was to have been born after the collapse of society, as they knew it. Of course not everything was perfect, it still rained but rain was nice if you could sit in your glass-bubble roof terrace and sip tea. In a...
TI E' PASSATA LA VOGLIA DI SCRIVERE? leggi questo articolo e ti ritornerà  https://scribacchiniinfuga.wordpress.com/2016/12/15/ti-e-passata-la-voglia-di-scrivere-leggi-questo-articolo-e-ti-ritornera/