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Terroni non si nasce si diventa

Sono sdraiata sulla sabbia bianca vicino al mare limpido e caldo con il fantasma dell’Africa all’orizzonte. Fantasma perché non l’ho mai vista, eppure c’è chi giura che da Capo Passero - la punta più a sud d’Europa - nelle giornate limpide si può intravedere l’ombra di una terra lontana. Secondo la leggenda, sull’isola delle Correnti, un piccolo isolotto difronte a Capo Passero, vi approdarono Ulisse e i suoi marinai. Tra un bagno e l’altro nell’acqua calda e trasparente leggo la storia dell’Unità d’Italia. Per essere più precisi, dello sbarco degli invasori Piemontesi nel Regno delle due Sicilie, infatti non fu mai dichiarata guerra, arrivarono e basta. Ho spesso pensato che la favoletta di Garibaldi e dei Mille fosse un po’ improbabile, somigliava troppo ad una storiella per bambini, ma quando la trovi su tutti i testi scolastici, e te la propinano assieme al latte materno finisci per crederci. Poi, un giorno, dopo tanti anni, scopri, proprio mentre sei su una bellissima spiaggia...

Un Problema di Identità?

disegno di stylist   È da un po’ che non scrivo su queste pagine. Collaboro da sei anni con un blog letterario, ma ultimamente ho sentito l’esigenza di avere qualcosa tutta mia. Uno spazio dove lasciar navigare le idee e le evoluzioni del mio percorso.     Da dove comincio? Rifacendomi alle tradizioni epistolari potrei iniziare con ‘Caro diario’ o ‘Cari lettori’. La mia tendenza all’interiorizzazione mi ha sempre fatto apprezzare i diari, specialmente di donne, forse quelli di uomini sono anche abbastanza rari. Un intimismo, quello dei diari e della letteratura epistolare, certamente più consono al genere femminile. Forme letterarie in cui ci siamo spesso rifugiate nel corso della nostra storia di ribellione e conquista di uno spazio nel mondo.   Chi cerca di comunicare lo fa per un motivo preciso, come Atulya Bingh am   che ha trascorso 5 anni tra le colline turche, e che nel suo libro  [ Mud Mountains: Five years in a mud house lost in the Turkish hi...

Inside My Head

  Reader, writer or lover of words,  Follow the pen, and everything will be revealed to you. If you are leafing through please leave a comment.  

Musings on a Sunny Day

  I write for a fairly successful blog. Not in term of numbers or followers, but in terms of content: a well-written and balanced page of writing. The blog is composed of 2 fiction writers and a poet, it has a good variety of topics that might interest fellow writers and readers in equal measure. But lately I’ve felt the need to go solo. I cannot emphasize enough the feeling of freedom that writing anonymously gives you. Not knowing who is going to read you, not being judged by the people you know.  A desire for invisibility, or just freedom. Not expecting anything back. The list goes on, not to mention other unpleasant side effects of working with others.    In the middle of the lockdown I feel that the solitude I have been confined to is not enough, and I am trying to disengage from those few people I am still in touch with. Odd as it might seem I feel like breaking free from those few relationships I still have. As Sartre put it so well, ‘Hell is Other People...

The only things I am stockpiling are idea

Are you worried about stockpiling? Read my post… https://scribacchiniinfuga.wordpress.com/2018/08/06/the-only-things-i-am-stockpiling-are-ideas/

Plates, tea, and Regent Street

If you like fine plates (and even if you don't) check this out. Plates, tea, and Regent Street  
Harry and Meghan  

L'Etna, la non-montagna

La montagna, quella vera, l’associo sempre con una foto di mia madre con gli sci ai piedi, un sorriso da diva, e la giacca a vento (forse) rossa, mentre posa accanto a suo fratello Gianni, con gli occhiali da sole. In contrasto, la mia montagna, quella che ho sempre conosciuto e apprezzato sin da bambina, erano i pendii estivi delle Alpi con l’erba e le stelle alpine; i prati e le mucche pezzate. A noi non era permesso andare a sciare sull’Etna: stranamente, mio padre ci ha sempre tenuto lontane da qualsiasi ‘sicilizzazione’. Per me l’Etna era qualcosa che potevo ammirare a distanza dalla finestra di casa nelle giornate limpide, ma non mi era permesso metterci piede. Diciamo che era una visione, un effetto speciale messo lì per i turisti, e per abbellire il paesaggio. Non mi sono mai chiesta perché dovevamo andare cosi lontani per arrivare in montagna, visto che ce n’era una a circa due ore di macchina: la risposta è che, come ho già detto, non lo consideravo un luogo real...
If you fancy a walk check out  The Parkland Trail

ARTWORK

I will be posting some of my artwork every week, starting with this one. When I made it I called it: "The Woman Behind The Camera" As I was making a documentary at the time, it made sense. Here it is.

RANDAZZO

Randazzo è come un piccolo gioiello che luccica da dietro un vetrina. Se fosse incastonato nelle rocce della Normandia sarebbe meta di orde di inglesi che sorseggiano bicchieri di vino tra una colonna normanna e l’altra. Se fosse negli Stati Uniti sarebbe una perfetta replica dell’originale: come Venezia a Las Vegas. Ma è sull’Etna, nella Sicilia orientale, e anche se luccica e splende di luce propria non è quella di un gioiello prezioso ma di un gioiello grezzo incastonato in una corona che va disintegrandosi a vista d’occhio. L’intento di questa rubrica “De Questiones Siculae’ è quello di parlare del turismo siciliano e di segnalare alcuni posti ‘non-turistici’ a coloro che cercano un’esperienza di vita siciliana autentica. Certo se questi conoscitori di ‘autenticità’ raggiungessero un numero elevato sarebbe la fine della città come la conosciamo ora, e l’inizio di una città turistica, insomma una specie di reincarnazione.    Sono consapevole del fatto che il mio pr...

Caltagirone: città turistica ma non troppo

Sono stata di recente a Caltagirone, che come molte altre città siciliane cerca di sopravvivere in una realtà finanziaria sempre meno favorevole, mentre combatte una lotta dura e difficile tra cambiamenti e tradizione. Come altre città del sud Caltagirone sta cercando di trovare la sua nicchia di città turistica in una realtà, che sebbene suggestiva e piacevole, di turistico ha ben poco da offrire. Alcune iniziative private sono ben riuscite e degne di nota: come le piazzette tra le scale della matrice con b&b, bar, e negozio turistico − mi sembrava quasi di stare a Taormina. Altre meno, come il trenino che sballotta turisti tra le strade della città, la piazza, e la villa. L’obiettivo è quello di attirare i visitatori, ma si dovrebbe anche pensare a non spaventarli. Il pericolo in agguato rimane sempre lo stesso: trasformare luoghi pieni di tradizione e storia in piccoli parchi Disneyland, e Caltagirone non è certo la sola città a dover fare i conti con questo problema. ...